La risonanza magnetica è da molti considerata l’esame più affidabile per indagare i problemi muscolo-scheletrici e per capirci qualcosa di più su quel mal di schiena che fa fatica a passare; inoltre è percepita come una “commodity” ossia un servizio erogato in maniera standard, senza sostanziali differenze tra un centro ed un altro, e perciò viene scelto unicamente in base al prezzo, alla lista d’attesa e ad altri fattori di comodità.
Siamo sicuri di questo? Se devi fare una risonanza o l’hai appena fatta continua a leggere, e scoprirai delle cose importanti da tenere sempre a mente per evitare di diventare anche tu una “vittima” di risonanza, tac, radiografie, ecografie…
Vittima non è una parola esagerata in questi casi: troppo spesso infatti assistiamo impotenti a diagnosi e percorsi di cura inadeguati perché basati unicamente sui risultati delle indagini strumentali, e ciò è estremamente pericoloso perché in certi casi può fare la differenza tra finire sotto i ferri oppure cavarsela con un po’ di antidolorifici.
La scienza ormai ha ampiamente dimostrato come spesso i risultati delle indagini strumentali, presi da soli, sono assolutamente fuorvianti, ingannevoli e non rappresentano minimamente il quadro clinico della persona: ne sono esempi le ernie che non hanno nulla a che vedere con il mal di schiena, l’artrosi che non è la causa del male al ginocchio, le calcificazioni che non danno alcun problema alla spalla, lo sperone calcaneare che non è responsabile della fascite plantare,….
Eppure, per comodità o forse per altro, spesso ci si ferma solo a ciò che dice il referto, lo si prende per verità assoluta e non si prendono in considerazione ipotesi diagnostiche alternative.
LE INDAGINI STRUMENTALI VANNO SEMPRE INTEGRATE CON UN’APPROFONDITA ANAMNESI ED UNO SCRUPOLOSO ESAME CLINICO: PRETENDILO SEMPRE!
A supporto di queste certezze è stato recentemente pubblicato un interessante studio che aprirà forse gli occhi anche ai più scettici.
Una paziente di 63 anni con una storia di mal di schiena e interessamento del nervo sciatico è stata sottoposta a 10 risonanze magnetiche in 10 centri diversi e che sono state refertate perciò da 10 specialisti diversi.
I risultati? Eccoli:
Sono stati individuati 49 reperti degni di nota, ossia 49 problemi diversi ( ernie, artrosi, stenosi, spondilolistesi,…);
NESSUNO DI QUESTI 49 REPERTI È STATO CONFERMATO DA TUTTE E 10 LE RISONANZE ALL’UNANIMITÀ;
SOLO UNO DI QUESTI 49 È STATO CONFERMATO DA 9 RISONANZE SU 10;
Il grado di accordo tra le risonanze, ossia quanto i risultati erano sovrapponibili, è stato molto molto basso (per gli addetti ai lavori k=0.2, il valore massimo sarebbe 1, auspicabile sopra 0.75).
Questi risultati ci dicono sostanzialmente che ognuna di queste risonanze, ognuna refertata da uno specialista diverso, ha portato dei risultati diversi, indicando ogni volta problematiche diverse, e perciò aprendo ogni volta la strada ad una possibilità di trattamento diverso.
Ma se la persona è sempre la stessa, la problematica è una sola e la risonanza è un esame affidabile, com’è possibile questa confusione? Sono sicuro che riesci ad immaginare quali implicazioni possono avere sulla tua salute tutte queste idee diverse, confuse e a tratti contraddittorie.
Perciò, per concludere, ecco ciò che bisogna tenere a mente:
Quando esegui un esame strumentale affidati ad un centro all’altezza, ricerca la qualità, non basarti unicamente su prezzo/tempo/distanza;
Una volta che hai in mano gli esiti e vai da uno specialista, pretendi sempre che ti visiti, che ti dedichi del tempo, che approfondisca la tua situazione e che non si limiti solamente a leggere il referto per decidere il da farsi.
C’è in gioco la tua salute…
Studio23






